← Attualità

Notre-Dame de Paris (1930): l'invenzione della luce indiretta

Nel giugno 1930, Fernand Jacopozzi illumina Notre-Dame de Paris con 500 proiettori nascosti — inventando al contempo la tecnica dell'illuminazione architettonica indiretta che tutto il mondo copierà.

Giugno 1930. Fernand Jacopozzi riceve una commessa insolita: illuminare Notre-Dame de Paris. Ma questa volta, nessuna lampadina in superficie, nessuna ghirlanda apparente.

Una tecnica inedita

Jacopozzi scommette sull’invisibile. 500 proiettori sono dissimulati tra i cespugli del piazzale e lungo i contrafforti, orientati verso la pietra. Nessun cavo a vista, nessuna lampadina appesa alle gargolle.

La cattedrale è immersa in una luce che sembra venire da ogni parte e da nessuna — come se la pietra stessa fosse luminosa.

La nascita dell’illuminazione architettonica

Questa tecnica — proiettare la luce su un edificio piuttosto che fargliela emanare — è una rivoluzione. Sarà copiata in tutto il mondo e costituisce ancora oggi il principio base dell’illuminazione monumentale.

I giornali parlano di «miracolo luminoso». Le Figaro dedica la prima pagina all’evento.

L’eredità

Oggi, quasi tutte le cattedrali, i monumenti e i siti turistici illuminati nel mondo utilizzano una variante di questa tecnica inventata da Jacopozzi nel 1930. Non ne ha mai depositato il brevetto.